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Principali Novità Legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017) e Decreto Fiscale Collegato (D.L. 148/2017)

LEGGE DI BILANCIO 2018 (Legge 205/2017)
ED IL DECRETO FISCALE COLLEGATO (DL.148/2017)
  • ROTTAMAZIONE CARTELLE
  1. I contribuenti che non hanno aderito al primo condono delle cartelle notificate dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, possono farlo ora, entro il 15 maggio 2018.Ciò significa che i contribuenti possono aderire alla definizione agevolate delle cartelle notificate dal 2000 al 30 settembre 2017 ottenendo così il condono di sanzioni ed interessi.In caso di rateizzazione dell’importo condonato, il numero di rate massimo è 5, aventi le seguenti scadenze:
  • 31 Luglio 2018;
  • 1° Ottobre 2018 (il 30 settembre è domenica);
  • 31 Ottobre 2018;
  • 30 Novembre 2018;
  • 28 Febbraio 2019.
  1. I contribuenti che hanno aderito alla prima edizione della rottamazione ma non hanno provveduto al pagamento delle rate di luglio e di settembre, possono rientrare nella rottamazione se provvedono a pagare le rate omesse entro il 7 dicembre 2017 e non più entro il 30 novembre.
  1. Per coloro che hanno partecipato alla prima rottamazione ma ne sono stati esclusi perché non hanno pagato le rate successive, possono rientrare nella nuova rottamazione bis se:
  • entro il 31 marzo 2018, pagano le rate scadute in un’unica soluzione;
  • entro il 31 luglio 2018: pagano l’importo condonato + interessi di mora.

Il modulo domanda rottamazione 2018, è reperibile sul sito dell’Agenza delle Entrate-Riscossione e si chiama Modulo rottamazione cartelle 2018.

Coloro i quali intendono aderire alla nuova definizione agevolata al fine di ottenere uno sconto sulle sanzioni e gli interessi di mora, fatta eccezione per la rottamazione cartelle multe stradali con la quale sono condonati invece gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge, devono inviare la domanda di adesione e poi attendere la comunicazione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2018 ossia una lettera in posta ordinaria, comunica l’importo totale condonato da pagare, le rate, gli importi e le scadenze;

Rottamazione bis Fai DA Te: Vi ricordiamo inoltre che al fine d agevolare contribuenti nelle domande rottamazione bis, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ha messo a disposizione un nuovo servizio online che si chiama Fai DA Te Rottamazione bis, e consente, senza bisogno di Pin e password, di compilare il modello domanda rottamazione bis DA-2017 indicando semplicemente i propri dati anagrafici, i contatti telefonici ed elettronici, gli identificativi della cartella da rottamare ed esprimere al volontà di pagare l’importo condonato in un’unica soluzione o in 5 rate.

I contribuenti interessati a richiedere la definizione agevolata, devono inviare apposita domanda entro il 15 maggio 2018.

  • AGRICOLTURA
  1. Contributi giovani: Coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali fino a 40 anni che si iscrivono nella previdenza agricola nel corso del 2018, usufruiscono di uno sgravio contributivo totale per i primi tre anni, della riduzione a due terzi per il quarto e della metà per il quinto. L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento. La stessa agevolazione era prevista per il 2017. L’aliquota di computo delle prestazioni previdenziali non subisce riduzioni.
  2. Affiancamento: Il contratto di affiancamento viene introdotto per agevolare il cambio generazionale in agricoltura. L’imprenditore affiancato deve avere oltre 65 anni o se più giovane deve avere raggiunto la pensione. I giovani in affiancamento devono avere tra 18 e 40 anni e possono essere organizzati anche in forma associata e non devono essere proprietari o titolari di altro diritto reale su terreni agricoli. L’affiancamento comporta la ripartizione degli utili di impresa in una percentuale tra il 30 e il 50% a favore del giovane. Il giovane matura altresì il diritto di prelazione agraria secondo le modalità della legge 590/1965.
  • CASA E EDILIZIA
  1. Locazioni brevi: Entro il 7 marzo debutta la consegna alle Entrate dei dati sulle ritenute del 21% operate sulle locazioni brevi (e relativo Cud agli interessati al 31 marzo) da parte degli intermediari immobiliari (agenzie ma anche portali, salvo ripensamenti da parte del Tar Lazio). Entro il 31 marzo gli intermediari immobiliari devono inviare il Cud ai clienti ai quali hanno effettuato la ritenuta (a titolo di acconto o di imposta) del 21% sui canoni. Dal 30 giugno, gli intermediari immobiliari hanno l’obbligo di comunicazione telematica alle Entrate dei dati di ogni contratto di locazione breve stipulato dal 1° giugno 2017 al 31 dicembre 2017. Nel nuovo modello 730 è stato aggiornato anche il rigo F8, in modo da poter indicare l’importo delle ritenute sulle locazioni brevi riportato nella certificazione unica.
  2. Bonus giardino: introdotta una detrazione Irpef del 36% per la sistemazione a verde di terrazzi e balconi o per la realizzazione di coperture e giardini pensili. La detrazione spetta anche per opere su parti comuni condominiali, oltre che per la manutenzione e la progettazione.
  3. Interventi combinati: introdotta una nuova ipotesi di detrazione maggiorata per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, che puntino insieme alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, nelle zone sismiche 1,2 e 3 (esclusa la 4). La detrazione è dell’80% in caso di passaggio a una classe di rischio sismico inferiore e dell’85% in caso di passaggio di due classi di rischio sismico.
  4. Proroga bonus: È un sistema su due livelli quello con cui oggi devono fare i conti i proprietari di casa interessati a sfruttare i bonus fiscali sugli interventi edilizi. Tra proroghe, modifiche e novità, la legge di Bilancio 2018 delinea il restyling più profondo da quando, nel 1997, fu introdotto il 36% sulle ristrutturazioni.
    L’entry level è rappresentato dalla detrazione Irpef del 50%, prorogata fino al 31 dicembre di quest’anno (farà fede la data del bonifico). Si applica su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare e agevola una vasta gamma di interventi. Dalla manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura (ma solo su parti comuni condominiali) ai lavori edilizi più pesanti, passando per l’installazione di porte blindate, finestre, servoscale e così via. La burocrazia è ridotta al minimo. Di fatto, basta pagare con bonifico “parlante” e conservare la fattura, oltre a curare la pratica edilizia, se necessaria. Non c’è da stupirsi che nelle dichiarazioni dei redditi del 2016 oltre 8,2 milioni di contribuenti su 40,7 abbiano usato la detrazione base sul recupero edilizio.
    A questa agevolazione, tra l’altro, anche nel 2018 sarà possibile agganciare il bonus mobili, lo sconto del 50% su una spesa di 10mila euro, per l’acquisto arredi ed elettrodomestici. Ma solo se i lavori sono iniziati dal 2017. L’ecobonus viene prorogato fino a fine 2018 per gli interventi su singole unità immobiliari e resta confermato al 2021 per i condomìni. Ma la detrazione scende dal 65 al 50% per la sostituzione delle finestre e delle caldaie a condensazione meno evolute, che tra il 2014 e il 2016 hanno pesato per il 76,1% di tutti gli interventi dell’ecobonus.
    Rispetto al passato, allora, sono percorribili molte più strade. Ad esempio, chi deve ristrutturare una villetta monofamiliare potrebbe puntare quest’anno sulla riqualificazione globale (agevolata al 65% fino a una spesa di circa 153mila euro); oppure, se non raggiunge i requisiti di prestazione richiesti dall’ecobonus, accontentarsi del 50% “standard” fino a 96mila euro, magari abbinato all’installazione dei pannelli solari termici (al 65% e plafond di spesa dedicato). O, ancora, se la casa necessita di un intervento strutturale e si trova in zona sismica 1, 2 o 3, optare per il sismabonus, che ha lo stesso massimale a 96mila euro, ma scade nel 2021, può arrivare all’80% e si recupera in cinque anni anziché dieci. In pratica, spendendo 50mila euro, ne potrebbero scontare 40mila dall’Irpef in cinque rate da 8mila euro. Uno sgravio così forte da imporre una verifica preliminare sulla “capienza”: considerando che l’Irpef media lorda è intorno ai 5.500 euro, il rischio di sprecare parte del bonus non è remoto.
  • FAMIGLIA E WELFARE
  1. Bonus bebè: Per i figli nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 spetta fino al primo anno di età (o di ingresso nella famiglia adottiva) un bonus da 960 euro annui, erogato mensilmente (80 euro al mese). Per richiederlo, la famiglia deve avere un Isee non superiore a 25mila euro annui. Per i nuclei con un Isee entro 7mila euro annui, il bonus è raddoppiato.
  2. Sconto trasporto: Diventa detraibile dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per acquistare abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, fino a un importo di 250 euro. Il beneficio è dunque di 47,5 euro all’anno.
  3. Bonus 18enni: La legge di bilancio ha messo a disposizione 290 milioni di euro all’anno per prorogare nel 2018 e nel 2019 il bonus di 500 euro riconosciuto ai giovani, residenti in Italia, che compiono 18 anni. Per acquisire il credito si deve accedere, mediante Spid, a 18app, piattaforma attraverso la quale con i 500 euro si possono acquistare libri, musica, biglietti per teatri, concerti, cinema, musei, e corsi di formazione. Prorogato anche il bonus cosiddetto Stradivari – il 65% di sconto su una spesa massima di 2.500 euro – per gli studenti dei conservatori e degli istituti musicali che acquistano uno strumento musicale.
  • FISCO
  1. Intrastat: Semplificata la presentazione dei modelli Intrastat. Per gli acquisti di beni essi vanno presentati solo ai fini statistici, con riferimento a periodi mensili, qualora l’ammontare totale trimestrale degli acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 200mila euro. Per quanto riguarda i servizi ricevuti i modelli vanno presentati solo a livello statistico, con riferimento a periodi mensili, qualora l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 100mila euro.
  2. Reclamo e mediazione: Per gli atti impugnabili notificati dal 1° gennaio 2018, è necessario presentare reclamo e mediazione per tutte le controversie di valore non superiore a 50mila euro. Il reclamo e la mediazione sono obbligatori, prima di accedere eventualmente al contenzioso.
  3. Rimborsi Iva: Dal 1° febbraio 2018 per coloro che richiedono il rimborso Iva annuale o infrannuale, è riconosciuto il ristoro di una parte delle spese sostenute per il rilascio della garanzia richiesta per legge. Il ristoro, pari allo 0,15% dell’importo garantito e per ogni anno di garanzia, riguarda i rimborsi Iva a partire da quello fatto con la dichiarazione Iva annuale relativa al 2017 e per i rimborsi infrannuali a partire da quelli relativi al primo trimestre 2018.
  4. Cedolare secca: Prorogata nel 2018 e nel 2019 l’aliquota agevolata al 10% della cedolare secca, applicabile ai contratti di locazione a canone concordato. Si tratta dei contratti stipulati nei maggiori comuni italiani e in quelli confinanti, negli altri capoluoghi di provincia o nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe, degli immobili locati nei confronti di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocati a studenti universitari e di locazioni stipulate nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.
  5. Super ammortamento: Passa dal 40 al 30% la maggiorazione del costo di acquisizione di beni strumentali nuovi, con riferimento alle acquisizione poste in essere dal 1° gennaio 2018 (per le quali non vi sia l’ordine accettato dal venditore e/o un acconto pagato dal cessionario di almeno il 20% del prezzo entro il 31 dicembre 2017), ovvero entro il 30 giugno 2019 purché entro il 31 dicembre 2018 vi sia l’accettazione dell’ordine da parte del venditore nonché il pagamento di almeno il 20% del prezzo. Vengono esclusi dalla agevolazione tutti i mezzi di trasporto.
  6. Iperammortamento: Confermata l’agevolazione consistente nella maggiorazione del 150% del costo fiscalmente riconosciuto per l’ammortamento in caso di acquisto di beni «Industria 4.0». L’agevolazione può essere usufruita anche per i beni acquistati non solo nel 2018 ma anche fino al 31 dicembre 2019 purché entro la data del 31 dicembre 2018 vi sia l’accettazione dell’ordine da parte del fornitore e il pagamento, a titolo di acconto, di almeno il 20% del prezzo.
  7. Partecipazioni: Dal 1° gennaio 2018 è possibile rivalutare il valore delle partecipazioni di controllo, iscritto in bilancio a titolo di avviamento, marchi d’impresa e altre attività immateriali, versando un’imposta sostitutiva del 16%, non solo in società residenti nel territorio dello Stato ma anche in società non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato stesso. Anche se le partecipazioni sono acquisite a seguito di operazioni di cessione d’azienda o di partecipazioni. La norma si applica agli acquisti di partecipazioni avvenute nel periodo d’imposta antecedente a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di bilancio (per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, acquisite dal 2017).
  8. F24 compensato: Se sono presenti profili di rischio, dal 2018 l’Agenzia delle Entrate può sospendere fino a trenta giorni dalla sua presentazione, al fine di verificare il credito, il modello F24 contenente delle compensazioni. Nel caso in cui non vi siano rischi, la delega viene eseguita e i versamenti si considerano effettuati alla data della sua presentazione, se, invece, vi sono profili di rischio, la delega non viene eseguita e i versamenti contenuti si danno per non effettuati. Pertanto è necessario verificare la quietanza dell’Agenzia delle Entrate nel cassetto fiscale.
  9. Carburanti: Dal 1° luglio 2018 ai soggetti passivi d’imposta che acquistano carburanti per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione, il cedente deve emettere fattura elettronica. È inoltre ammesso in deduzione l’acquisto di carburante per autotrazione solo se il pagamento è effettuato mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’Anagrafe tributaria. Ai soggetti esercenti attività di distribuzione di carburante spetta un credito d’imposta pari al 50% del totale delle commissioni loro addebitate, a partire dal 1° luglio 2018, per le transazioni il cui pagamento viene effettuato tramite carte di credito.
  10. Dividendi: I dividendi percepiti in virtù di partecipazioni qualificate in società di capitali ed enti assimilati, anche non residenti, sono tassati attraverso una ritenuta a titolo d’imposta della misura del 26 per cento. Tale tassazione si applica a partire dai dividendi percepiti dal 1° gennaio 2018. Viene, però, previsto, quale periodo transitorio, che per gli utili prodotti, dalla società o ente che li distribuisce, fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, e la cui delibera di distribuzione avviene dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, la tassazione nei confronti del socio qualificato mantiene le regole precedenti.
  • LAVORO
  1. Assunzioni disabili: Dal 1° gennaio 2018 le aziende con almeno 15 dipendenti computabili dovranno assumere un disabile entro i successivi 60 giorni senza poter attendere una nuova assunzione. Viene meno, infatti, il regime di gradualità previsto dall’articolo 3, comma 2 della legge 68/1999. La stessa regola riguarderà anche partiti politici, organizzazioni sindacali e onlus, che computano la quota di riserva solo con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative.
  2. Assunzione giovani: Contributi previdenziali ridotti del 50% – esclusi i premi Inail – per i datori di lavoro privati che dal 1° gennaio 2018 assumono con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti giovani con meno di 35 anni (30 anni dal 2019) i quali non abbiano avuto in precedenza rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Fa eccezione il caso di assunzione di un lavoratore con precedente contratto di apprendistato presso un altro datore di lavoro e non confermato da quest’ultimo. L’agevolazione si applica anche in caso di trasformazione e tempo indeterminato di contratti a termine. La riduzione, applicata su base mensile, potrà avere una durata massima di 36 mesi con riduzione degli oneri contributivi fino a 3mila euro su base annua. Lo sgravio contributivo sale al 100% in caso di assunzioni di giovani delle regioni del Mezzogiorno (grazie alla proroga di un anno del Bonus Sud), di studenti in alternanza e di apprendisti di primo e secondo livello. Per beneficiare dello sgravio l’impresa non dovrà aver effettuato licenziamenti nella stessa unità produttiva sei mesi prima dell’assunzione del giovane e non dovrà licenziare il neoassunto nei sei mesi successivi o un lavoratore con la stessa qualifica impiegato nella stessa unità produttiva.
  3. Bonus 80 euro: Dal 2018 si estende l’ambito di applicazione del bonus mensile da 80 euro a sostegno dei lavoratori dipendenti. La soglia di reddito che garantisce il bonus Renzi passa da 24mila a 24.600 euro per arrivare, attraverso un sistema di décalage, a un aiuto ridotto per chi arriva fino a un massimo di 26.600 euro contro i 26mila precedenti. Restano esclusi dal bonus gli incapienti, i pensionati e i contribuenti con redditi diversi da lavoro dipendente.

 

 

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